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LA SPERIMENTAZIONE IN ATTO

In ottemperanza alle attuali circolari attuative, i pediatri ed i medici di medicina generale convenzionati possono esonerare o differire dalle vaccinazioni, seguendo le indicazioni del documento dell’Istituto Superiore di Sanità, ove è scritto che esistono solo due tipi di reazioni avverse ai vaccini (“grave” o “transitoria”); in mancanza di tali reazioni, i vaccini sono “sicuri”. Il documento si riferisce, cioè, alle reazioni a breve termine; mentre NON contempla reazioni a medio e lungo termine. Si limita ad affermare, nelle ultime pagine: “vi sono segnalazioni di possibili interferenze, non ancora ben conosciute, nella somministrazione contemporanea dei vaccini” e “i dati di co-somministrazione sono ancora limitati”. Ovvero, in parole povere: non sappiamo cosa succederà nella vita dei bambini vaccinati con più vaccini. (Nel nostro caso, si tratta di 30 vaccini fra i 3 mesi e i 6 anni). Quindi, anche secondo il documento dell’Istituto Superiore di Sanità, è stata avviata una sperimentazione di massa (quasi) obbligatoria.

Il "quasi" ci sta perchè l’obbligatorietà, in pratica, non è tale: l’esercente la patria potestà può sempre rifiutarsi di sottoporre il bambino a qualsiasi trattamento sanitario obbligatorio preventivo. Tuttavia l’adesione della popolazione italiana al vigente programma vaccinale è altissima.

Questo il calendario delle vaccinazioni, limitatamente a quelle obbligatorie: 3 mesi, esavalente; 5 mesi, esavalente; 11 mesi, esavalente; 13-15 mesi, tetravalente; 6 anni, due tetravalenti; 12-18 anni, tetravalente. (Totale 0-6 anni: 30 vaccini. Totale 0-18 anni: 34 vaccini). A cui possono essere aggiunte circa altre 11 le vaccinazioni consigliate, per un totale complessivo intorno ai 45 vaccini, dalla nascita all’adolescenza.

Il mio parere è che medici potrebbero perfettamente sfruttare questa occasione per monitorare lo stato di salute dei bambini prima e dopo ogni nuova inoculazione vaccinale per almeno un paio d'anni, in modo da rilevare le correlazioni a medio-lungo termine fra vaccinazioni e sintomi clinici e sub-clinici. E paragonare lo stato di salute dei vaccinati con quello dei bambini esonerati, differiti o inadempienti. Si tratterebbe di uno studio-pilota con un razionale di grande importanza che non costerebbe nemmeno molto. Alcuni fondi AIFA per la vaccino-vigilanza attiva e quelli regionali riguardo il piano sanitario, ad esempio, potrebbero essere dedicati a questi studi a medio-lungo termine.

È stato detto che questa sperimentazione appena cominciata ricorda quella dei medici tedeschi sugli ebrei durante il nazismo. Non è affatto così: quei medici studiavano con attenzione i risultati delle loro sperimentazioni scientifiche. Noi invece avviamo una sperimentazione, senza avviare parallelamente un progetto di ricerca sui suoi risultati a medio-lungo termine. Riceveremo pertanto soltanto i dati dalle segnalazioni di reazioni avverse, attraverso il servizio di vaccino-vigilanza, ma esse NON riguarderanno le reazioni a medio-lungo termine. In altri termini, abbiamo avviato una sperimentazione postmarketing su specialità farmaceutiche di grande interesse per le industrie produttrici e scarso interesse epidemiologico per la popolazione. 

Ci vorrà molto tempo perché il cambiamento dello stato di salute nella popolazione italiana manifesti evidenze epidemiologiche tali da imporre una riflessione sugli esiti a distanza delle vaccinazioni di massa. Avverrà, cioè, quanto sta lentamente avvenendo negli Stati Uniti. È noto che nessun Paese europeo ha un programma vaccinale imposto come quello italiano, ma non viene evidenziato che, da molti anni, gli Stati Uniti ne hanno uno molto vicino al nostro attuale. In quel paese, alcune patologie degenerative hanno carattere ormai endemico (autismo, dislessia, allergopatie, diabete, obesità, malattie autoimmuni, tumori, ecc), ma è soltanto di pochi mesi fa uno studio pilota indipendente che confronta le popolazione dei vaccinati verso quella dei non vaccinati (Mawson A, su JTS, aprile 2017). 

Un problema di tali studi tardivi, è quello della difficoltà di rinvenire individui non-vaccinati che fungano da gruppo di controllo dei vaccinati, poiché, nel tempo, la gran parte della popolazione è vaccinata. È lo stesso problema che si pone negli studi onesti che vogliano evidenziare differenze significative dopo esposizioni a sostanze inquinanti (chimiche, radioattive, elettromagnetiche): quando l’inquinamento interessa tutta la popolazione è difficile trovare un gruppo di controllo indenne.

La posizione personale di chi scrive risulta pertanto molto pragmatica. Abbiamo il DOVERE di studiare scientificamente l’esperimento in atto, nei suoi effetti a distanza sui singoli casi. Ho anche pianificato un protocollo di rilievo che possa essere utilizzato dai pediatri e dai medici di famiglia per monitorare le variazioni dello stato di salute, e che può essere applicato sia ai vaccinati che ai non vaccinati. L’obbiettivo di un tale studio è quello di "sfruttare l'esperimento per ottenere delle evidenze scientifiche a beneficio dell’umanità". È esattamente la stessa motivazione scientifica che ha poi condotto davanti al plotone d’esecuzione tanti eminenti ricercatori tedeschi, in seguito al processo di Norimberga.  

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